Il ruolo delle donne: first ladies e imprenditrici

Lucrezia Ungaro

 

Ritratto di Matidia, dai Musei Capitolini

 Per affrontare il delicato tema del welfare, Traiano confiderà molto sulla collaborazione di un ristretto numero di donne fondamentali per la sua azione politica nel sociale e non solo: la sorella Marciana, che dai numerosi ritratti somiglia molto al fratello; Matidia, la figlia di Marciana, che sarà la madre di Sabina, futura moglie di Adriano, il prescelto da Traiano per la successione; la moglie Plotina, donna molto riservata.

La sorella Marciana sarà onorata col titolo di Augusta nel 105 d.C. (primo caso in questo grado di parentela) e non solo sarà divinizzata nel 112 d.C., ma le verranno dedicate due città in due posizioni strategiche nello scacchiere politico di Traiano: Marcianopolis, capoluogo di nuova fondazione della Moesia inferior dopo le guerre daciche, e Colonia Marciana Ulpia Traiana Thaumagadi (Timgad), centro già esistente ma divenuto colonia nel 100 d.C., nell’attuale Algeria, dove Marciana, insieme al marito, lascia in eredità alla figlia Matidia Maior immense proprietà terriere in Mauretania Caesariense e Mauretania Sitifensis.

La moglie Plotina, nata in Gallia, sposò Traiano prima della sua elezione a imperatore; non ebbe figli, seppe mantenere fede al suo ruolo anche in circostanze delicate nella relazione col marito. È nota dalle fonti per le sue qualità morali e per il suo spiccato interesse per la filosofia, tanto da frequentare lezioni di filosofia epicurea ad Atene. Ebbe un ruolo determinante nella successione affidata ad Adriano e fu divinizzata nel 123 d.C. alla morte. Le fonti ne sottolineano la capacità di promuovere riforme economiche e sociali.

Matidia Maior, figlia di Marciana e quindi nipote di Traiano, è un “anello” della catena familiare imperiale fondamentale. Sua figlia Sabina sposa Adriano e lei diventa la suocera più… onorata dell’antichità! Indirettamente collega tutta la sequenza degli imperatori antonini attraverso l’apparentamento al femminile! Oltre al patrimonio ereditato, è anche proprietaria di figline. Rilevante per Matidia, associata alla madre Marciana, sono le loro monete che sul retro hanno la rappresentazione di Pietas tra bambini: un legame chiaro al loro ruolo nella Institutio alimentaria.

Da un successivo matrimonio, Matidia ebbe di certo un’altra figlia, Matidia Minor, un esempio di donna “impegnata” ante litteram: una splendida e complessa statua proviene dal teatro di Sessa Aurunca, dove è ricordata in quanto finanzia importanti opere pubbliche, oltre al teatro, anche la Bibliotheca Matidiana, l’acquedotto, una via pubblica.

I rilevanti ruoli pubblici di Marciana e Plotina, ambedue Augustae, presenti anche sull’arco di Ancona (Marciana è già Diva), e di Matidia sono sottolineati anche nella produzione privata di lusso: le tre sono accomunate con Traiano nella preziosa gemma del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Vibia Sabina non fu da meno! Ben 15 anni prima di diventare imperatrice (moglie di Adriano) è ricordata in un importante documento pubblico (la famosa tabula di bronzo di Veleia), che testimonia l’istituzione per la città degli alimenta: Sabina partecipa come proprietaria terriera al programma di Traiano nel 102 d.C. per il mantenimento di fanciulle e fanciulli poveri.

Ritratto di Plotina sul dritto dell’aureo n. 87313, dal Medagliere Museo Nazionale Romano

Tra le donne un’intrusa?!

Lucrezia Ungaro

Di grande importanza la “galleria” delle statue rappresentanti le donne della famiglia, oggi conservate a Firenze, nella Loggia dei Lanzi, ma verosimilmente provenienti dal Foro di Traiano, dove si riconoscono chiaramente Marciana, Matidia, Sabina.

Una quarta figura, genericamente ritenuta Agrippina Minor, dall’acconciatura in realtà presenta delle caratteristiche che non la accomunano alle due Agrippine Maior e Minor della famiglia giulio-claudia, ma piuttosto ad un ritratto proveniente dagli scavi del Foro di Traiano, appartenente ad una statua colossale, dall’altezza stimata in 4,5/5 metri! Si tratta di una donna dai tratti molto caratterizzati e dalla capigliatura molto vicina alla statua oggi a Firenze.

Questa “signora” ignota parte della galleria di statue più grandi del vero (m 2,60 circa) e al tempo stesso onorata da una statua colossale dovrebbe necessariamente appartenere alla cerchia della famiglia dell’imperatore. Per questo eminenti studiosi hanno proposto di riconoscervi la madre di Traiano, che lui avrebbe voluto onorare nel suo Foro. Contrariamente alle altre donne e ai due padri, non vi sono tracce di altre dediche importanti, né monete o altri mezzi di comunicazione e celebrazione dedicati alla madre della quale si desume il nome – Marcia – da quello della figlia Marciana: la statua della galleria e la testa ritratto del nostro clipeo per ora sarebbero le uniche testimonianze di questa massima attenzione dell’ormai celebre figlio per la madre.

Testa colossale di personaggio femminile identificata come Agrippina Minore, dal Foro di Traiano

 

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