Lettere di Plotina ad Adriano e agli Epicurei di Atene

Un’iscrizione databile ai primi mesi del 121, conservata nel Museo Epigrafico di Atene, restituisce la corrispondenza di Plotina con Adriano e con gli Epicurei della Scuola di Atene.

In mostra è esposto il calco del Museo della Civiltà Romana. La prima lettera è scritta da Plotina ad Adriano, in latino, in favore di Popillio Teotimo, capo (diadochus) della Scuola.  Le richieste riguardano la possibilità di scrivere in greco il testamento e di scegliere come successore alla direzione della Scuola il migliore, fosse cittadino romano o straniero. Seguono la risposta positiva di Adriano e infine la lettera, in greco, con la quale Plotina informa gli Epicurei sull’esito della richiesta e li invita a essere grati all’imperatore. Plotina mostra un’approfondita conoscenza del lessico epicureo e di essere al corrente dei problemi di gestione di una scuola filosofica.

Gli Epicurei di Atene furono tanto grati a Plotina per la sua intercessione da far incidere su marmo l’intero scambio epistolare. La reputazione riguardo alla sua cultura e alla sua abilità era tale da averla fatta ritenere l’interlocutrice ideale da parte del gruppo di filosofi della Scuola.

Da questi testi si può ricavare l’immagine di una donna colta e abituata a trattare con intellettuali e filosofi, sicura, decisa, con spiccate doti diplomatiche, sensibile alle identità culturali, attenta alle esigenze di una comunità di studiosi, convinta che le decisioni migliori siano quelle prese collettivamente.  Emerge inoltre una notevole autonomia intellettuale, che le permette di essere attenta alla competenza e al merito individuali.

Traduzione di Alessandra Balielo

 

1 — —ις χαλ— —

 

2 [M. Annio Vero II, Cn. A]rrio Augure co[s.]

3 a Plotina Augusta.

4 [quod studium meum] erga sectam Epicuri sit, optime scis, d[omi]ne. huius successioni a te succurrendum

5 [est. nunc quia n]on licet nisi ex civibusRomanis adsumi diad[o]chum, in angustum redigitur eligendi

6 [facultas. Rogo er]go nomine Popilli Theotimi, qui est modo diado[c]hus Athenis, ut illi permittatur a te et Graece

7 [t]estari circa hanc partem iudiciorum suorum quae ad diadoches ordinationem pertinet et peregrei-

8 nae condicionis posse sub[s]tituere sibi successorem, s[i i]ta suaserit profectus personae; et quod Theotimo

9 concesseris, ut eodem iure et deinceps utantur futuri diadochi sectae Epicuri, eo magis quod opservatur,

10 quotiens erratum est a testatore circa electionem [di]adochi, ut communi consilio substituatur a studio-

11 sis eiusdem sec[t]ae qui optimus erit: quod facilius fiet, si e[x] compluribus eligatur.

 

12  [I]mp. Caesar Traianus Hadrianus Aug. Popillio Theotimo: permitto Graece testari de eis quae pertinent ad diado-

13 chen sectae Epicureae. Set cum et facilius successorem e[l]ecturus sit, si ex peregrinis quoque substituendi facul-

14 tatem [h]abuerit, hoc etiam praesto e<t>deinceps ceteris [qui] diadochen habuerint: licebit vel in pe<re>greinum vel

15  in civem Romanum ius hoc transferri.

 

16 Πλωτεῖνα Σεβαστὴ πᾶσι τοῖς φίλοις χαίρειν. [ἔ]χομεν οὗ τυχεῖν ἐσπεύδομεν· συνκεχώ-

17 ρηται γὰρ τῶι διαδόχωι, ὃς ἂν μέλληι τῆς Ἐπικούρου διαδοχῆς ἀφηγεῖσθαι τῆς οὔσης ἐν

18 Ἀθήναις, καὶ πᾶν τὸ πρὸς τὴν διαδοχὴν ἀν[ῆ]κον οἰκονόμημα Ἑλληνικῆι διαθήκηι δι-

19 ατάσσεσθαι καὶ αἱρεῖσθαι εἴτεἝλληνα εἴτεῬωμαῖον βούλοιτο τὸν προς τα τής οντα τῆς

20  διαδοχῆς. καλῆς οὖν τῆς ἐξουσίας προσγ[εγ]ενημένης ἧς ἀξίαν χάριν ὀφείλομεν εἰδέ-

21 ναι τῶι ὡς ἀληθῶς εὐεργέτηι καὶ πάσης π[α]ιδείας κοσμητῆι ὄντι καὶ κατὰ τοῦτο σε[βα]σμιω-

22 τάτωι αὐτοκράτορι, ἐμοὶ δὲ προσφιλεστάτω[ι] κατὰ πάντα καὶ ὡς διαφέροντι κυρίωι καὶ ὡ[ςἀ]γαθῶι

23 τέκνωι, κατάλληλον ὑπάρχει ἕκαστον τῶν πεπιστευμένων τὴν κρίσιν τῆς προστατείας τὸν ἄ-

24 ριστον αἰεὶ ἐκ τῶν ὁμοδόξων πειρᾶσθαι ἀντικαθιστάνειν εἰς τὸν ἑαυτοῦ τόπον καὶ πλεῖον

25  νέμειν τῆι τῶν ὅλων ὄψει ἢ τῆι ἰδίαι [πρ]ός τινας συνηθεί[αι]. ἐμοὶ μὲν οὖν ἤρεσκε μηδὲ [ἀγα]π[ᾶντι]-

26 νας μάλλον τῶν διαφέρειν δοξάντων κατὰ τὴν δύναμιν τῶν λό[γ]ω[ντ]ῶν [ἡμ]ετέρων καὶ κατὰ

27 τὸ ἀκόλουθον ἐν τῆι κατὰ τὴν διάθεσ[ιντ]ῶν [ἠθ]ῶν ὑπεροχῇ. εἰδ’ ἄρα τοῦτο μὴ γείνοιτο, οὐ παρὰ

28 τὴν ἰδίαν τοῦ πράγματος φύσιν, ἀλλὰ παρὰ τὴν ἡμῶν αὐτῶν ἀσθένειαν ἢ διά τινα ἄλλην τυχικὴν

29 ἐμπόδισιν, τό γε τὸν ὑπὲρ τοῦ κοινοῦ θρησκεύματος βουλευόμενον καθήκειν οἴομαι [σ]το-

30  χάζεσθαι τοῦ ἀρέσοντος [κοιν]ῆι πᾶσιν καὶ μὴ τοῦ ἰδίαι ἑαυτῶι. μὰ τὸν Δία δὲ οὐδὲ νομίζω

31 τὸν ἀντιλαβόμενον [τῆς] ὠφελίας τῆς ἐκ τῶν λόγων περιγεγενημένης αὐτῶι καὶ χά-

32 [ρινἔχ]οντα τῶι τοιο[ύτωισυ]ναισθήματι αὐτοῦ παρὰ τὸ ἐπιλογισμῶι χρῆσθαι τῶι μὴ ἐάσον-

33 [τιαὐτὸν] παρεξεν[εγκεῖντ]ὸ μέγεθος τῆς δωρεᾶς μὴ οὐχὶ οὕτως διατεθήσεσθαι ὥστε καὶ

— — — — — — — — τὸτοῦ σεμνώματος τήρημα τοῦ τόπου ἐκείνου, ὃς περιέχει τὰ

35  — — — — — — — — καὶ τὴν γνώμην δὲ τὴν ὑπὲρ τῆς καθηγεμονίας τοῦ σωτῆρος ητ̣․

[— — — — — — πρώτου?] κυρίου καθεσταμένου τῆς σχολῆς ὄντων κατ’ ἐκεῖνον[τὸν καιρὸν? ․․]

[— — — — — — — Ἐπικ]ούρωι κατὰ τἆλλα ἰδιώματα οὐ κατὰ τὴν ὑπεροχὴ[ν — — — — — ]

— — — — — — — — — — —μένου ἐτέρων τε πλειόνων κ— — — —

 

 

Durante il consolato di M. Annio Vero e di Gn. Arrio Augure.

(All’imperatore Adriano) dall’Augusta Plotina.

Signore, conosci benissimo il mio affetto verso il gruppo di Epicuro. Occorre che tu ci venga in aiuto riguardo alla successione: infatti adesso il capo della Scuola non può essere selezionato se non tra i cittadini romani, e ciò riduce moltissimo la possibilità di scelta.

Dunque, per conto di Popillio Teotimo, che ora è diadoco della Scuola di Atene, ti chiedo che gli sia permesso di scrivere in greco il testamento per la parte che riguarda la scelta del diadoco e che possa designare un successore non romano, se così avrà suggerito il valore della persona; e ti chiedo che ciò che concederai a Teotimo, valga anche per i futuri diadochi della Scuola di Epicuro, tanto più nel caso in cui il testatore abbia sbagliato nella scelta del diadoco successore, così che venga scelto come sostituto, per decisione comune dei componenti del gruppo, colui che risulterà il migliore. E ciò avverrà più facilmente se si potrà scegliere tra più persone.

L’imperatore Cesare Traiano Adriano Augusto a Popillio Teotimo: permetto di redigere in greco il testamento per quanto riguarda la successione della Scuola epicurea. Poiché colui che dovrà scegliere il successore lo farà più facilmente se avrà la facoltà di scegliere anche tra i non romani, concedo ciò anche agli altri diadochi: sarà lecito trasferire questo diritto sia a uno straniero sia a un cittadino romano.

L’Augusta Plotina saluta tutti gli amici. Abbiamo ottenuto ciò che abbiamo perseguito con tanto impegno: è stato concesso al diadoco che deve essere a capo della scuola di Epicuro di Atene di stabilire ogni disposizione riguardante la scuola con un testamento in greco e di scegliere chiunque voglia,  Greco o Romano. Questa che ci è stata concessa è una bella opportunità e per essa siamo debitori di giusta gratitudine a colui che è un vero e proprio benefattore e ordinatore di ogni educazione e per questo motivo principe degno di venerazione, a me carissimo in ogni modo, sia come straordinario signore sia come buon figlio. Dunque è stabilito che ciascuno di coloro che sono stati ritenuti degni di compiere la scelta della direzione provi sempre a collocare al proprio posto il migliore tra i compagni di dottrina e a decidere tenendo conto più del giudizio di tutti che della propria amicizia con qualcuno.

A me dunque piacerebbe che non venisse anteposto nessuno a coloro che hanno fama di distinguersi per la competenza nella nostra dottrina e di conseguenza per la superiorità nel  comportamento.

Se ciò non accadesse, non per caratteristiche particolari della situazione, ma per nostra debolezza o per un altro impedimento dovuto al caso, penso che chi si è deciso presieda il culto comune debba cercare qualcuno che piaccia a tutti, di comune accordo e non da solo.

Ma, per Zeus, non penso che colui che si è giovato della dottrina, grato per la grande conoscenza derivante dal possesso di una sapienza che non permette l’espressione errata della grandezza del dono, non disponga in modo tale che…

… conservazione di quel luogo santissimo

… opinione sulla guida del salvatore

.. della (prima?) guida messa a capo della scuola

… a Epicuro per altre caratteristiche non per la superiorità

.. di altri più numerosi

 

 

La sala con il ritratto di Plotina e la lastra con le lettere ad Adriano e agli Epicurei
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