Morte in Asia – seconda puntata

Plotina, Attiano e Critone devono prendere una decisione fondamentale per l’impero. Ed è un atto che non può avere testimoni scomodi…

«Entra l’augusta Plotina!»

La voce di Publio Acilio Attiano, il Prefetto del Pretorio, è profonda e cavernosa. Abituata a risuonare nella ampie sale dei palazzi imperiali, rimbomba con troppa veemenza nella camera da letto finemente decorata, ma piccola, del mercante. Anche la mole corpulenta del Prefetto sembra fuori scala, soprattutto vicino alla figura minuta di Plotina, così pallida da sembrare evanescente come un fantasma nella penombra della stanza.

Il giovane segretario Fedimo scatta in piedi e si volta verso di lei, con sul volto l’espressione segnata di chi ha alternato nelle ultime ore la veglia al pianto. In sottofondo, nell’ombra, si sente il respiro dell’imperatore, che è quasi un rantolo.

«Domina!» sussurra Fedimo, il giovane liberto. È nato nella loro casa, da una schiava dell’imperatrice. Plotina lo ricorda fin da bimbo, un puttino dalle guance rosse e lo sguardo vivace. Traiano lo ha fatto studiare e liberato, per poi affidargli diversi incarichi di fiducia. Lo ha voluto come suo coppiere personale e poi come segretario per la corrispondenza privata. Il volto del ragazzo è quasi più emaciato di quello di Traiano stesso. Da quando è iniziata la febbre, non ha lasciato la stanza un solo attimo.

Plotina gli si avvicina, determinata. «Lasciaci un momento soli con lui, Fedimo – gli dice – dobbiamo parlare con l’imperatore…»

Il ragazzo la guarda senza capire: «Ma Domina, non si sveglia più, nemmeno risponde…»

«Non hai sentito, ragazzo? – lo rimbrotta Attiano con voce dura – L’imperatrice ti ha dato un ordine. Lasciaci parlare con l’Augusto!»

Fedimo guarda Plotina come se non capisse e cercasse conferma. Anche se è un ex schiavo, non è mai stato abituato a ricevere ordini brutali dai suoi patroni, o a essere escluso dalle conversazioni con modi così spicci. Ma Plotina si limita ad annuire, indicandogli la porta. La serva che è nella stanza fa un rapido inchino e prende per mano il ragazzo, trascinandolo via. Fedimo la segue come se fosse in trance, ma continua a guardare Plotina, Critone e Attiano con un’espressione confusa.

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