Politica interna. Le imprese di pace e le infrastrutture nell’Impero

Lucrezia Ungaro

 

Plastico in gesso dell’Arco di Traiano a Timgad, dal Museo della Civiltà Romana

Praticamente ovunque, ma soprattutto dove vi erano maggiori carenze, Traiano potenzia strade, ponti, acquedotti, edifici pubblici per spettacoli e complessi termali di grandi proporzioni: consolida così la penetrazione positiva dell’impero, favorisce l’inclusione delle diverse popolazioni nell’organizzazione dello stato romano, e soprattutto amplia il consenso sulla sua persona e sul suo governo, utilizzando la “persuasione”, quale arma di coinvolgimento della popolazione nel suo programma politico.

La mostra ci permette di fare un viaggio affascinante in vari luoghi dell’impero attraverso un racconto visivo, monete preziose, plastici e modelli di edifici pubblici e infrastrutture.

Pochi esempi: il ponte di Alcantara e il ponte sul Danubio, l’opera più celebre insieme alla Colonna Traiana sebbene quasi completamente distrutto dagli uomini, un vero “ponte” tra occidente ed oriente tra le rive oggi della Serbia e della Romania, un miracolo di ingegneria dovuto sempre ad Apollodoro di Damasco e rappresentato sulla Colonna. La mostra espone per la prima volta in Italia un recentissimo prodotto multimediale (Kogainonfilms/Studio 901 Productions LLC).

Tra gli archi che segnano il passaggio di strade consolari o comunque vie di accesso alle città, ricordiamo l’arco di Ancona, rappresentato sulla Colonna Traiana, e l’arco di Benevento, che di fatto diventa il “panegirico” di marmo dell’imperatore, la “summa” del programma ideologico di Traiano, al 114 d.C., quando i trionfi militari e gli interventi di welfare sono al culmine del successo.

La città di Ancona viene dotata ex-novo di un porto super protetto dalla conformazione del suolo, con un vasto e sicuro bacino. L’arco viene eretto per celebrare il porto intorno al 100 d.C. con tre statue sull’attico come descrive puntualmente la Colonna Traiana nella scena LXXIX, mentre in un secondo tempo, nel 114-115 d.C. vengono collocate la quadriga con la statua di Traiano e ai lati la moglie Plotina e la sorella Marciana: si celebra così la porta maritima sull’Adriatico.

La città di Benevento ha una tale rilevanza strategica nelle comunicazioni via terra tra Tirreno e Adriatico, da meritare la “scorciatoia” – diremmo oggi, la “bretella”, l’Appia bis – per comunicare più velocemente con Brindisi. Ma l’arco che celebra questa importante infrastruttura mostra la sua preziosità già dal rivestimento in marmo pario e dall’importanza del programma iconografico: la rappresentazione del trionfo dacico del 107 d.C., le raffigurazioni di Traiano che culminano nella scena al centro dei cassettoni del fornice dove Traiano è incoronato dalla Vittoria e indossa una corazza del tutto simile a quella che vedremo nel suo Foro a Roma; il resto dei rilievi racconta delle opere positive e pacifiche dell’imperatore e soprattutto dell’Institutio alimentaria e della distribuzione del cibo ad una vera e propria folla di persone, le famiglie da rassicurare e sostenere!

La mostra illustra tutto questo attraverso modelli delle costruzioni e monete celebrative che giravano per tutto l’impero.

Rovescio di aureo di Traiano, con raffigurazione della facciata della Basilica Ulpia nel Foro di Traiano, n° 87269, dal Medagliere del Museo Nazionale Romano
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